Rimandare un cambiamento: quando scegliere diventa essere costretti a cambiare

Fabio il Wild riflette sul cambiamento personale e sulle scelte da non rimandare

Ci sono cambiamenti che scegliamo noi e cambiamenti che invece ci arrivano addosso, e più passa il tempo più mi convinco che questa differenza sia una delle cose più importanti da capire quando si parla di vita, lavoro, relazioni, soldi, salute e in generale di tutte quelle situazioni che continuiamo a trascinarci dietro dicendoci che prima o poi le affronteremo.

Il problema è che molto spesso pensiamo che non decidere significhi lasciare tutto fermo, come se la vita avesse una specie di tasto pausa e aspettasse insieme a noi il momento giusto; in realtà le cose continuano a muoversi comunque, cambia il lavoro, cambia la situazione economica, cambiano le persone che abbiamo accanto, cambia il nostro corpo, cambia la nostra età e cambiano anche le opportunità che possiamo avere.

Quindi, in un certo senso, anche non decidere è una decisione, solo che è una decisione passiva, presa lasciando che siano il tempo, gli eventi o qualcun altro a scegliere al posto nostro.

E questa cosa, nella mia vita, l’ho capita tante volte, anche troppe.

Il momento perfetto quasi non esiste

Per anni anch’io mi sono raccontato frasi del tipo “adesso non posso”, “non è il momento”, “prima devo sistemare questa cosa”, “magari fra sei mesi sarà diverso”, e alcune volte quelle motivazioni erano anche vere, perché tutti abbiamo responsabilità, famiglia, figli, soldi, paure reali e situazioni che non possono essere ribaltate da un giorno all’altro.

Il punto, però, è che nella vita ci sarà quasi sempre qualcosa che non è perfettamente allineato, quindi aspettare quel momento magico in cui non avrai più problemi, responsabilità o timori significa rischiare di aspettare per anni.

Non serve aspettare di non avere più paura, serve capire se quella paura ti sta proteggendo da un rischio vero oppure se ti sta semplicemente tenendo fermo, sono due cose completamente diverse.

Se una situazione non funziona, puoi iniziare a preparare l’uscita

Prendiamo il lavoro, che è uno degli esempi più semplici. Magari hai uno stipendio che non cresce da anni, arrivi ogni mese tirato, hai rate, spese, qualche debito, sai benissimo che quella situazione non può andare avanti per sempre e continui a ripeterti che dovresti trovare qualcosa di meglio.

Questo non significa che domani mattina devi licenziarti, anzi, molto spesso sarebbe una follia!

Significa però che puoi iniziare a muoverti: sistemare il curriculum, capire cosa chiede il mercato, mandare qualche candidatura, imparare una competenza nuova, mettere da parte un po’ di soldi, cercare una seconda entrata oppure semplicemente cominciare a capire quali alternative esistono.

Questa, secondo me, è la differenza fondamentale: non poter cambiare tutto oggi non significa non poter fare niente oggi.

Molti cambiamenti importanti non cominciano il giorno in cui fai le valigie o firmi un nuovo contratto, cominciano sei mesi prima, quando inizi a costruire le condizioni per avere una scelta. Il rischio è aspettare finché non arriva qualcosa che ti toglie quel margine, magari l’azienda chiude, perdi il lavoro, arriva una spesa importante o una situazione economica già fragile peggiora all’improvviso, e a quel punto non stai più scegliendo come cambiare, stai semplicemente cercando di uscire dall’emergenza.

E quando hai l’acqua alla gola ragioni diversamente, accetti magari il primo lavoro che capita, prendi decisioni più in fretta, hai bisogno di soldi subito e perdi quella libertà che avresti avuto sei mesi prima.

Lo stesso succede nelle relazioni

Le relazioni sono ancora più complicate perché entrano in gioco sentimenti, anni passati insieme, abitudini, figli, case, paura della solitudine e tutto quello che rende una coppia molto più di una semplice decisione razionale.

Quando qualcosa comincia a non funzionare, io non penso assolutamente che la soluzione sia mollare tutto alla prima difficoltà, anzi credo che prima bisogna parlare, capire se c’è ancora qualcosa da salvare, affrontare i problemi e magari chiedere anche aiuto.

Il problema nasce quando, dentro di te, sai da molto tempo che quella situazione ti sta distruggendo e continui a tenerla in piedi solo perché hai paura di quello che potrebbe succedere dopo, perché una cosa è mantenere una relazione, un’altra è risolvere i problemi che ci sono dentro.

Se continui semplicemente a rimandare, il rischio è che prima o poi qualcosa esploda, una litigata enorme, un tradimento, una separazione fatta nel peggiore dei modi, anni di rancore accumulati che trasformano una situazione già difficile in una guerra, e spesso, guardando indietro, ti rendi conto che magari un anno prima avresti avuto molta più lucidità per affrontare la stessa cosa.

Anche il corpo non aspetta

Sul cambiamento fisico posso parlare direttamente per esperienza personale, ho già vissuto un grosso cambiamento anni fa e oggi mi trovo di nuovo a lavorare su di me, e so perfettamente quante volte ci raccontiamo “inizio lunedì”, “dopo le ferie”, “dopo Natale”, “quando avrò meno lavoro”, “quando sarò più tranquillo”, nel frattempo, però, il corpo continua a cambiare.

A 25 anni recuperi alcune cose in un modo, a 50 anni è diverso, non significa che sia impossibile, significa semplicemente che più aspetti più il percorso può diventare lungo e complicato, e soprattutto può arrivare un momento in cui non sei più tu a dire “adesso voglio stare meglio”, ma magari arriva qualcuno a dirti che devi cambiare per forza.

Anche qui la differenza è enorme: un conto è scegliere di prenderti cura di te mentre hai ancora margine, un altro è farlo perché ormai non hai più alternative.

Non possiamo controllare tutto, proprio per questo dovremmo controllare quello che possiamo

Naturalmente ci sono cambiamenti che nessuno può prevedere. Può arrivare una malattia, può morire una persona che amiamo, può esserci un incidente, può fallire un’azienda che sembrava solidissima, può succedere qualcosa alla nostra famiglia oppure alla nostra casa, e davanti a certe cose possiamo essere organizzati quanto vogliamo ma la vita cambia lo stesso, ed è proprio per questo che io vedo il resto quasi al contrario.

Se già sappiamo che nella vita ci saranno inevitabilmente cambiamenti sui quali non avremo nessun controllo, perché lasciare agli eventi anche quelli sui quali invece potremmo intervenire?

Se odi il posto in cui vivi da dieci anni, magari non puoi trasferirti domani, ma puoi cominciare a informarti.

Se sai che il tuo lavoro non ha futuro, magari non puoi mollare venerdì, ma puoi iniziare a cercare alternative.

Se una situazione economica non regge, puoi iniziare a correggerla prima che diventi un’emergenza.

Se il tuo corpo ti sta mandando segnali, puoi iniziare a prendertene cura prima che qualcuno ti obblighi a farlo.

Il cambiamento quasi mai è una decisione gigantesca

Uno degli errori che facciamo più spesso è immaginare il cambiamento come qualcosa di enorme, “Devo cambiare vita”, già detta così mette ansia.

In realtà, quasi nessun cambiamento importante che ho fatto nella mia vita è cominciato con un gesto clamoroso, è iniziato da tante decisioni molto più piccole: una telefonata, un curriculum mandato, qualche soldo messo da parte, un’informazione chiesta, un corso iniziato, un appuntamento preso.

La vita vera raramente funziona come nei film, dove uno molla tutto, prende una valigia e dopo tre giorni è dall’altra parte del mondo felice davanti al mare, molte volte il cambiamento vero è molto meno spettacolare.

È fare oggi una cosa che ieri continuavi a rimandare, poi magari ne fai un’altra, poi un’altra ancora, e a un certo punto ti guardi indietro e ti accorgi che sei già molto più avanti di quanto pensassi.

Il rischio di non cambiare esiste quanto quello di cambiare

Quando dobbiamo prendere una decisione siamo bravissimi a immaginare tutto quello che potrebbe andare male.

E se il nuovo lavoro fosse peggiore?

E se mi trasferissi e me ne pentissi?

E se chiudessi una relazione e poi capissi di aver sbagliato?

E se iniziassi un’attività e fallissi?

Sono tutte domande legittime, perché nessuno può garantirci che una scelta andrà bene, il problema è che valutiamo continuamente il rischio del cambiamento e molto meno il rischio di non cambiare. Forse la domanda più utile non è “ho paura di cambiare?”, perché la risposta sarà quasi sempre sì, la domanda vera è: ho più paura di cambiare oppure di trovarmi esattamente nella stessa situazione tra cinque o dieci anni?

Perché magari oggi il lavoro lo sopporti, ma prova a immaginarti ancora lì fra dieci anni, magari oggi continui a dire che prima o poi farai quel progetto, ma prova a immaginarti fra cinque anni ancora con la stessa frase in testa.

A volte basta cambiare la domanda per vedere la situazione in modo completamente diverso.

Non serve essere motivati per iniziare

Un’altra cosa che ci blocca è aspettare la motivazione, pensiamo che un giorno ci sveglieremo improvvisamente pieni di energia e sicurezza, pronti a fare tutto quello che abbiamo rimandato per anni. Spesso, secondo me, funziona al contrario, prima inizi e poi arriva la motivazione.

Quando cominci a vedere che ti stai muovendo, anche lentamente, cambia la percezione che hai di te stesso, perché non sei più quello che “prima o poi farà qualcosa”, sei quello che ha già iniziato, e questa differenza, mentalmente, vale tantissimo.

Cambiare non significa firmare una sentenza per tutta la vita

C’è poi un’altra paura che secondo me ci condiziona parecchio: pensare che ogni scelta debba essere definitiva, ma chi l’ha detto?

Puoi cambiare lavoro e cambiarlo di nuovo, puoi trasferirti e dopo qualche anno decidere che vuoi vivere altrove, puoi iniziare un progetto e capire che non fa per te, puoi anche cambiare idea.

Il cambiamento non è necessariamente una sentenza, è spesso un percorso, ed è proprio agendo prima che puoi permetterti di valutare, correggere, sbagliare qualcosa e cambiare direzione; quando invece aspetti l’emergenza, molto spesso non hai più questo lusso e devi soltanto reagire.

Il primo passo è ammettere che il problema esiste

Se c’è una cosa nella tua vita che sai da tempo che non funziona, non devi necessariamente cambiarla domani mattina, ma almeno smetti di raccontarti che non esiste, chiamala con il suo nome!

È il lavoro?

Sono i soldi?

È una relazione?

È il posto dove vivi?

È il tuo fisico?

È un’abitudine che sai che ti sta facendo male?

È un progetto che continui a rimandare?

Da lì comincia tutto, magari ci vorranno sei mesi, un anno o due anni, non importa, perché almeno hai smesso di stare fermo e hai iniziato a muoverti nella direzione che ritieni migliore.

Alla fine penso che sia proprio questa una delle cose più importanti che ho imparato negli ultimi anni: non puoi impedire alla vita di cambiare, ma quando hai ancora la possibilità di scegliere, vale la pena provare a farlo prima che siano gli eventi a scegliere per te.

Non cambiare perché qualcuno su internet ti dice di uscire dalla comfort zone, non mollare tutto da un giorno all’altro per dimostrare qualcosa, e soprattutto non fare scelte impulsive, fai esattamente il contrario.

Quando capisci che una situazione non ti sta più portando dove vuoi andare, comincia a prepararti mentre hai ancora tempo per ragionare, fare conti, chiedere informazioni, sbagliare qualcosa e correggere il tiro, perché oggi magari hai ancora il lusso di poter scegliere con calma come affrontare un cambiamento, mentre domani non sappiamo cosa succederà.

Nel video completo qui sotto approfondisco proprio questo tema partendo dalla mia esperienza personale, parlando di lavoro, soldi, relazioni, cambiamento fisico e di tutte quelle situazioni in cui rimandare troppo rischia di trasformare una scelta che potevamo gestire con calma in qualcosa che siamo costretti ad affrontare con l’acqua alla gola.

E allora la domanda con cui voglio chiudere è la stessa che ho lasciato nel video: se c’è una cosa nella tua vita che sai da tempo che dovresti cambiare, che cosa stai aspettando?

E soprattutto: quello che stai aspettando ti aiuterà davvero, oppure stai semplicemente sperando che prima o poi qualcosa prenda quella decisione al posto tuo?

Stay Wild.