Trasferirsi in Svizzera non significa soltanto trovare un lavoro e fare le valigie, perché prima o poi arriva una delle questioni più concrete di tutte: dove andare a vivere? Affittare una casa in Svizzera funziona in modo diverso rispetto a quello a cui molti italiani sono abituati e, soprattutto nelle zone più richieste del Ticino, è bene sapere in anticipo quali documenti possono essere richiesti, quali costi iniziali mettere in conto e quali alternative esistono.
Per capire meglio come funziona ho affrontato l’argomento con Federica, italiana trasferita a Lugano e oggi attiva nel settore immobiliare svizzero. Partendo dalla sua esperienza abbiamo parlato di affitti, cauzione, appartamenti temporanei, acquisto e delle possibilità per chi vuole trasferirsi senza partire necessariamente con un budget enorme.
Prima di trovare casa bisogna presentarsi bene anche come inquilini
Quando si cerca un appartamento, soprattutto nelle zone dove le richieste sono numerose, non basta necessariamente vedere un annuncio e dire al proprietario che siamo interessati. Chi affitta vuole comprensibilmente avere delle garanzie sulla persona alla quale sta affidando il proprio immobile.
Federica racconta che, nella sua esperienza professionale, vengono normalmente richiesti documenti che permettono di verificare la situazione economica e personale dell’inquilino, come il contratto di lavoro, il permesso quando già disponibile, documentazione relativa al reddito e, a seconda della situazione e del proprietario, altri documenti utili alla valutazione della candidatura.
Questo è un punto importante da capire: non esiste necessariamente un’unica lista identica per qualsiasi appartamento, perché proprietari e amministrazioni possono avere procedure differenti. Il principio però rimane lo stesso, bisogna essere in grado di dimostrare che l’affitto che stiamo chiedendo è compatibile con la nostra situazione.
La cauzione può significare parecchi soldi all’inizio
Un altro elemento da mettere in conto è la garanzia locativa. Per gli immobili abitativi la cauzione può arrivare fino a un massimo equivalente a tre mensilità di affitto e normalmente viene depositata su un conto intestato all’inquilino presso una banca. Il sistema della locazione svizzera prevede espressamente questa forma di deposito della pigione.
Di conseguenza, quando si entra in un appartamento bisogna essere preparati a sostenere un esborso iniziale non indifferente: oltre alla prima pigione può esserci la garanzia da versare.
Federica nel video parla anche della possibilità di utilizzare servizi di garanzia locativa come alternativa al versamento diretto dell’intera cauzione. È una soluzione che esiste sul mercato, ma condizioni, costi e accettazione vanno verificati nel singolo caso, quindi non la considererei automaticamente disponibile per tutti.
La cosa importante è conoscere questi costi prima di organizzare il trasferimento, non scoprirli quando hai già trovato l’appartamento.
E se non posso permettermi subito un appartamento tutto mio?
Questa è probabilmente una delle domande più interessanti dell’intervista, perché non tutti quelli che arrivano in Svizzera hanno immediatamente la possibilità, o la necessità, di affittare un appartamento intero.
Federica suggerisce due alternative: affitti temporanei e stanze.
Per un ragazzo giovane, per esempio, prendere inizialmente una stanza può essere un modo per avere una base in Svizzera, contenere i costi e capire con calma dove lavorare e in quale zona stabilirsi definitivamente. Lo stesso vale per una sistemazione temporanea, che può dare il tempo necessario per conoscere il territorio e cercare qualcosa di più stabile.
Non sono necessariamente soluzioni semplicissime da trovare e naturalmente condividere una casa non è adatto a tutti. Una persona abituata da anni a vivere da sola potrebbe trovarlo molto più difficile rispetto a un ragazzo di vent’anni, però sapere che queste possibilità esistono può essere utile quando si sta costruendo un trasferimento passo dopo passo.
Prima di scegliere casa, guarda bene dove lavorerai
Il Ticino non è tutto uguale e questa è una cosa che spesso si comprende davvero soltanto dopo aver iniziato a viverci.
Essere nel centro di Lugano, magari con vista lago, ha inevitabilmente un costo diverso rispetto a scegliere una zona più esterna. Nell’intervista Federica sottolinea proprio quanto possa cambiare il mercato spostandosi anche soltanto fuori dalle aree più richieste.
Per questo io non partirei necessariamente dalla domanda “dove mi piacerebbe vivere?”, ma anche da “dove lavorerò?”.
Un appartamento leggermente meno centrale potrebbe costare meno e contemporaneamente essere più comodo per raggiungere il posto di lavoro, al contrario, scegliere una casa bellissima ma costringersi ogni giorno a lunghi spostamenti può peggiorare parecchio la qualità della vita.
Quando ci si trasferisce bisogna quindi guardare l’insieme: affitto, distanza dal lavoro, collegamenti, servizi e stile di vita.
Affittare o comprare?
Durante l’intervista affrontiamo anche la possibilità di acquistare un immobile.
Federica vede l’acquisto come una soluzione interessante soprattutto per chi vuole mettere realmente radici in Svizzera, ma qui è importante non trasformare il discorso in una regola secondo cui comprare sarebbe sempre meglio che affittare.
Un finanziamento ipotecario richiede capitale proprio e la banca deve valutare anche la sostenibilità economica dell’operazione. Le regole del settore bancario svizzero prevedono requisiti specifici in materia di fondi propri, ammortamento e valutazione del rischio, mentre la FINMA sottolinea proprio l’importanza della capacità del debitore di sostenere nel tempo il finanziamento.
Nel video parliamo indicativamente del famoso 20% di capitale proprio, un riferimento molto comune nel mercato ipotecario svizzero, ma la situazione concreta va verificata con la banca perché struttura del finanziamento, provenienza dei fondi e caratteristiche dell’immobile possono cambiare il quadro.
Quindi comprare può certamente avere senso, ma bisogna fare i conti sulla propria situazione, non semplicemente confrontare la rata dell’ipoteca con l’affitto.
Esistono anche formule alternative
Federica racconta inoltre dell’affitto con riscatto, o rent to buy, una formula che può essere proposta in alcuni casi e che permette di costruire un percorso verso l’acquisto attraverso accordi specifici tra le parti.
È interessante conoscerla perché può rappresentare un’alternativa per chi non dispone immediatamente di tutto il capitale necessario, ma non è una soluzione standard presente in qualsiasi compravendita e non tutti i proprietari la accettano.
Se capita un’opportunità di questo tipo bisogna quindi valutare molto attentamente contratto, condizioni economiche e conseguenze dell’accordo prima di firmare.
Trasferirsi significa costruire una base, non soltanto trovare quattro mura
Secondo me è questo il punto più importante.
Quando pensiamo di trasferirci in Svizzera è facile concentrarsi sullo stipendio, sul lavoro trovato o sul permesso, ma la casa diventa una parte enorme della qualità della vita che avremo dopo il trasferimento.
Non è necessario partire immediatamente con l’appartamento perfetto, nella zona perfetta e con tutto sistemato. Per qualcuno può avere molto più senso iniziare con una soluzione temporanea, conoscere il territorio, capire dove lavorerà e soltanto dopo scegliere dove stabilirsi.
La stessa cosa vale per l’acquisto: può diventare un progetto futuro, quando lavoro, reddito e conoscenza della zona sono diventati più solidi.
Trasferirsi non significa semplicemente cambiare indirizzo, significa costruire gradualmente una nuova quotidianità, e scegliere dove vivere è inevitabilmente una delle decisioni più importanti di tutto il percorso.
Nel video qui sotto ne parlo direttamente con Federica, che lavora nel settore immobiliare in Ticino e racconta dalla sua esperienza come funzionano affitti, ricerca della casa e acquisto di un immobile in Svizzera.



