Il mio legame con la natura: perché nel Wild mi sento davvero a casa

Ci sono cose nella vita che cambiano e altre che, per quanto gli anni passino, rimangono sempre uguali. Se guardo indietro alla mia vita, mi rendo conto di aver cambiato tantissime cose: lavori, città, abitudini, relazioni, modi di vivere, progetti, alcuni cambiamenti sono stati giusti, altri probabilmente meno.

Ma c’è una cosa che, da quando ho memoria, è rimasta sempre lì: il benessere che provo quando sono in mezzo alla natura.

Montagna, boschi, acqua, non ho bisogno per forza di fare qualcosa di particolare, a volte mi basta semplicemente esserci, sedermi su una roccia vicino a un torrente, guardarmi intorno e ascoltare, potrei restare così per ore.

Una sensazione che conosco da quando ero bambino

Probabilmente una parte di questo legame nasce dalla mia infanzia, i miei genitori portavano spesso me e mia sorella sull’Appennino e anche mio padre ha sempre amato la natura, sono quindi cresciuto frequentando boschi, montagne e ambienti che ancora oggi considero il mio habitat naturale.

Ma non credo sia soltanto una questione di abitudine, ogni volta che mi sono trovato in posti del genere ho sempre provato una sensazione difficile da spiegare: mi sono sempre sentito a mio agio, non semplicemente divertito, non soltanto rilassato, proprio nel posto giusto.

È una sensazione che non ritrovo facilmente in altri contesti e che, con il passare degli anni, ho imparato a riconoscere sempre di più.

Quando ho bisogno di staccare, so dove andare

Nella vita capita di attraversare momenti in cui la testa diventa troppo piena: Problemi, pensieri, rabbia, situazioni che continuano a girarti dentro fino al punto in cui fai fatica perfino a ragionare con lucidità, a me è successo diverse volte. In quei momenti ho sempre avuto una cosa che riusciva davvero a farmi staccare la spina: la natura.

Non parlo necessariamente di un posto preciso, può essere un bosco, una montagna, un torrente, quello che conta è uscire per un po’ dal rumore della vita quotidiana e ritrovarmi in un ambiente dove sento di poter rallentare. Durante la settimana, tra lavoro e impegni, non sempre riesco a farlo, ma appena posso torno in montagna, soprattutto nei weekend: Estate, inverno, autunno cambia poco, Quando sono lì mi sento davvero diverso.

In città mi infastidiscono cose che nel bosco nemmeno noto

C’è un esempio molto semplice che racconta bene questa differenza. Nella vita normale può bastare una mosca che continua a girarmi intorno per irritarmi, un insetto, un rumore, qualcosa che interrompe continuamente quello che sto facendo, nel bosco succede il contrario.

Posso essere circondato dagli insetti e quasi non accorgermene. Nel video da cui nasce questo articolo ero seduto vicino a un torrente e poco prima ero stato praticamente avvolto da uno sciame di piccoli insetti, in un altro contesto probabilmente mi avrebbero dato fastidio, lì non ho fatto una piega.

Non perché gli insetti fossero diversi, ma perché ero diverso io, ero talmente rilassato e talmente immerso nell’ambiente che non li percepivo come qualcosa che mi disturbava.

Non ho bisogno del caos per sentirmi vivo

Molte persone fanno fatica a capire come io possa trascorrere così tanto tempo da solo nei boschi o in montagna, qualcuno mi chiede se non sento il bisogno di fare weekend diversi, andare a ballare, stare in mezzo alla gente, cercare casino e divertimento.

Certo che nella mia vita ho fatto anche quello, ho avuto i miei periodi fatti di serate, amici, confusione e vita sociale e ogni tanto capita ancora, non sono un eremita e non voglio esserlo, però oggi conosco meglio me stesso e so che non è quello ciò di cui ho realmente bisogno per stare bene.

Per molto tempo ho dato priorità a modi di vivere che probabilmente non mi rappresentavano fino in fondo, oggi invece riconosco molto più facilmente quello che mi fa stare bene davvero: quiete, natura, spazi aperti e tempo per stare con me stesso.

Il suono dell’acqua per me è quasi una melodia

Tra tutte le cose che trovo nella natura, l’acqua ha sempre avuto un effetto particolare su di me, non parlo dell’acqua impetuosa di un fiume in piena, mi piace soprattutto il suono delicato di un torrente quando scorre lentamente, quando l’acqua incontra le pietre e crea quel rumore continuo e leggero.

Io quella cosa potrei ascoltarla per ore, per me è quasi una melodia.

Quando rimango lì ad ascoltarla ho la sensazione che riesca, in qualche modo, a ripulirmi la testa, i pensieri rimangono, naturalmente, ma perdono forza, è come se quel rumore riuscisse a portarsi via una parte di tutto quello che mi pesa.

I “demoni” che nella natura sembrano sparire

Nel video uso una parola forse un po’ forte: parlo dei miei “demoni”, non intendo naturalmente qualcosa di drammatico, parlo semplicemente di tutte quelle cose che ci portiamo dietro nella vita: esperienze, delusioni, rabbie, ricordi, situazioni che ci hanno toccato.

Io sono probabilmente una persona più sensibile di quello che posso sembrare dall’esterno, molti magari mi vedono come uno un po’ orso, ma alcune dinamiche della vita mi hanno segnato più di quanto possa sembrare. Nella vita quotidiana certe cose riescono ancora a farmi arrabbiare o innervosire, quando sono nella natura, invece, tutto si ridimensiona.

Non spariscono i problemi, ma cambia completamente il modo in cui li percepisco.

Nel bosco mi sento più al sicuro che nella vita di tutti i giorni

Un’altra cosa che spesso sorprende chi mi segue è che mi capita di frequentare i boschi anche di notte, molti mi chiedono come faccia, se non abbia paura, se non mi senta in pericolo, in realtà no.

Naturalmente la natura va affrontata con testa e consapevolezza, bisogna conoscere i propri limiti, prestare attenzione al terreno, al meteo, all’orientamento e a tutto quello che può realmente creare un problema. Ma emotivamente non ho mai percepito il bosco come qualcosa di minaccioso, anzi, succede quasi il contrario.

Quando entro in un ambiente naturale mi sento accolto, come se stessi entrando in casa, e paradossalmente ci sono momenti della normale vita quotidiana, tra traffico, persone, stress e confusione, nei quali mi sento molto meno tranquillo.

Perché Fabio il Wild è davvero “Wild”

Credo che il significato del nome Fabio il Wild passi anche da qui, Wild non significa semplicemente fare trekking o andare in montagna, per me significa riconoscere quella parte di me che nella natura riesce a essere davvero sé stessa.

Quando sono in questi posti non devo sforzarmi di sembrare tranquillo: Lo sono! E questa cosa la notano anche le persone che mi seguono. Quando faccio una live o registro un video immerso nella natura, molti mi dicono che sembro diverso, più sereno, io stesso ne sono perfettamente consapevole.

È perché lì non sto interpretando nulla, sono semplicemente nel posto in cui mi sento bene.

Non tutti devono capire questa sensazione

So perfettamente che non tutti possono capire fino in fondo quello che sto dicendo, per qualcuno un bosco è semplicemente un insieme di alberi, un torrente è acqua che scorre, una montagna è un posto dove andare magari una domenica, Ed è normale che sia così. Ognuno trova il proprio equilibrio in posti e situazioni diverse.

Io ho semplicemente capito che una parte importante del mio equilibrio si trova qui, la natura mi dà qualcosa che non riesco a trovare allo stesso modo altrove e, cosa ancora più incredibile, è qualcosa che non devo comprare, devo solo ricordarmi di darle spazio nella mia vita.

Una delle poche costanti della mia vita

Se guardo indietro, mi rendo conto che la mia vita è stata piena di cambiamenti, e probabilmente ne arriveranno ancora molti, ma se devo trovare qualcosa che mi accompagna praticamente da sempre, dall’infanzia fino a oggi, è proprio questo rapporto con la natura.

Non so come sarà la mia vita tra dieci o vent’anni e non so quanto tempo riuscirò a dedicarle in futuro, so però che ogni volta che torno in montagna, entro in un bosco o mi siedo vicino all’acqua, ritrovo una sensazione che conosco da sempre: quella di essere nel mio habitat.

Ed è anche per questo che natura e outdoor avranno sempre uno spazio importante dentro Fabio il Wild, perché non sono soltanto qualcosa che faccio, sono una parte di quello che sono.

Se vuoi ascoltare direttamente le riflessioni da cui è nato questo articolo, qui sotto trovi il video che ho registrato proprio in uno di quei momenti, seduto accanto a un torrente e completamente immerso nel mio mondo.