Un mese di cambiamento fisico: 7 kg in meno e una lezione che non mi aspettavo | Parte 3

È passato esattamente un mese da quando ho iniziato questo nuovo percorso di cambiamento fisico e, guardandomi oggi, qualcosa comincia finalmente a vedersi. Me ne accorgo dai vestiti, da come mi sento e soprattutto da quella maglia che fino a qualche settimana fa mi stava in un modo e che adesso comincia decisamente ad andare larga.

Sono partito il 14 luglio con un obiettivo molto chiaro: rimettermi in forma, perdere il peso accumulato negli ultimi anni e, soprattutto, riprendere in mano una parte di me che avevo lasciato andare. Non è la prima volta che affronto un percorso del genere, a 35 anni avevo già perso moltissimo peso e conoscevo abbastanza bene alcune dinamiche del mio corpo, ma questo primo mese mi ha fatto capire una cosa che probabilmente dovevo sperimentare sulla mia pelle: fare lo stesso percorso a 35 anni e rifarlo a quasi 50 non è assolutamente la stessa cosa.

L’alimentazione è rimasta semplice, senza trasformare tutto in un’ossessione

Dal punto di vista dell’alimentazione non ho fatto grandi rivoluzioni rispetto alle prime settimane. Continuo con un regime molto ipocalorico, al mattino non faccio colazione e porto avanti una forma di digiuno intermittente 16:8, concedendomi solamente un caffè amaro.

Lo dico però ancora una volta, perché per me è importante essere chiaro: questa è la mia esperienza personale, non un protocollo che consiglio agli altri di copiare. Io conosco abbastanza bene il mio corpo, so come reagisco a determinate abitudini e, per esempio, il caffè preso a stomaco vuoto non mi crea alcun problema, ma questo non significa che debba essere così per tutti.

Anche per quanto riguarda le calorie continuo a non pesare ogni singolo alimento. Guardo le etichette, faccio dei conti approssimativi e cerco di avere un’idea generale di quello che sto introducendo durante la giornata. Potrei tranquillamente sbagliare di 100 o 200 calorie, ma in questa fase il mio deficit è comunque importante e, finché continuo a vedere risultati e soprattutto continuo a stare bene, non sento l’esigenza di trasformare ogni pasto in un’equazione matematica.

Sono passato da un periodo in cui potevo tranquillamente arrivare a 3.000 o 3.500 calorie al giorno a una fase in cui ne assumo molte meno, indicativamente intorno alle 1.500. È un taglio importante e proprio per questo non voglio che passi il messaggio che sia una cosa adatta a chiunque. Io in questo momento non sento particolare fame e non lo vivo come un sacrificio enorme, ma conosco molto bene il mio carattere: quando decido veramente di fare qualcosa e scatta quella determinazione mentale, per me diventa molto più semplice portarla avanti.

Non sarà comunque così per sempre. Man mano che il percorso procederà, l’intenzione è quella di aumentare progressivamente l’apporto calorico e soprattutto ricominciare ad allenarmi con i pesi, perché non voglio solamente vedere scendere un numero sulla bilancia, voglio cercare di migliorare anche la composizione del mio corpo.

Poi è arrivato lo stallo

Le prime settimane erano andate quasi fin troppo bene. Ero partito da 105,7 kg e il peso aveva continuato a scendere fino ad arrivare intorno ai 99,7 kg, qualche volta 99 e mezzo, altre volte poco sopra i 100.

Poi, improvvisamente, tutto si è fermato.

Per circa una settimana, forse dieci giorni, non riuscivo più a vedere alcun cambiamento reale. Mi peso mediamente ogni due giorni e continuavo a vedere sempre gli stessi numeri, 99 e qualcosa, 100, qualche volta addirittura 100 e mezzo. Una cosa che sinceramente non mi aspettavo, soprattutto perché in quel periodo ero in ferie e stavo camminando tantissimo, arrivando anche a circa tre ore al giorno suddivise tra mattina e tardo pomeriggio.

La cosa che mi mandava maggiormente in confusione era il confronto con quello che mi era successo a 35 anni. Allora avevo seguito un percorso per certi versi molto simile, alimentazione gestita in modo abbastanza intuitivo, grandi camminate e successivamente palestra, ma il primo vero blocco era arrivato solo dopo aver perso circa 12-15 kg.

Questa volta, invece, me lo sono trovato davanti dopo circa 5-6 kg.

Ed è proprio lì che ho iniziato a preoccuparmi un po’. Non tanto perché pensassi di mollare tutto, ma perché quando stai facendo parecchi sacrifici, stai mangiando molto meno, ti muovi ogni giorno e sulla bilancia non succede assolutamente niente, inevitabilmente cominci a chiederti dove stai sbagliando.

Invece di fare ancora di più, ho provato a fare meno

Ho iniziato a ragionare sulle possibili cause. Poteva esserci della ritenzione idrica, considerando il caldo importante di quel periodo, poteva esserci anche un adattamento muscolare dovuto a tutte quelle ore di camminata, soprattutto sulle gambe e sui glutei, oppure potevo semplicemente stare chiedendo troppo al mio corpo.

Ed è stata proprio questa terza possibilità quella che ho deciso di testare per prima.

Quando si affronta un percorso in autonomia, secondo me una delle cose più importanti è non cambiare dieci cose contemporaneamente. Se qualcosa non funziona, bisogna ragionare, modificare un elemento alla volta e osservare cosa succede, altrimenti diventa impossibile capire quale sia stata realmente la causa del cambiamento.

Io ho fatto una cosa semplicissima: ho dimezzato le camminate.

Da due sessioni al giorno, per un totale che poteva arrivare intorno alle tre ore, sono passato a una sola sessione quotidiana. Istintivamente può sembrare quasi assurdo, perché quando vogliamo perdere peso siamo portati a pensare che più ci alleniamo e meglio è, invece il mio corpo sembrava dirmi esattamente il contrario.

Nel giro di tre giorni il peso si è sbloccato.

Non posso affermare con certezza matematica che quella fosse l’unica causa, continuerò a osservare quello che succede nelle prossime settimane, ma è stato sicuramente un segnale importante. E soprattutto mi ha fatto capire una cosa: oggi non posso pretendere dal mio fisico gli stessi carichi che riuscivo a sopportare a 35 anni.

Non significa che a quasi 50 anni non si possano ottenere grandi risultati, significa semplicemente che devo cambiare strategia, ascoltare maggiormente il corpo e accettare che recupero, allenamento e alimentazione vadano gestiti in maniera diversa.

La sorpresa sulla bilancia

Dopo quei giorni di stallo, la mattina della pesata è arrivata finalmente una bella sorpresa.

98,7 kg.

Partendo da 105,7 kg significa 7 kg persi esattamente nel primo mese.

Devo ammetterlo, vedere quel numero mi ha dato una soddisfazione enorme. Non perché pensi minimamente di poter perdere altri sette chili ogni mese, anzi, sarebbe poco realistico aspettarselo, soprattutto perché all’inizio il peso tende spesso a scendere più velocemente e poi il percorso inevitabilmente rallenta.

Ma sette chili nel primo mese, a quasi 50 anni, dopo anni in cui avevo lasciato andare completamente la situazione, per me rappresentano un risultato enorme soprattutto dal punto di vista mentale.

La bilancia che utilizzo è collegata a un’applicazione e restituisce anche diversi valori relativi alla composizione corporea. Li considero sempre con molta prudenza, perché rimane comunque una bilancia commerciale e non uno strumento medico, però mi interessa vedere soprattutto l’andamento generale. L’obiettivo non è semplicemente pesare meno: voglio che nel tempo migliorino tutti quei parametri che oggi sono ancora lontani da dove vorrei portarli.

La bilancia è solamente uno degli strumenti con cui seguirò questo percorso, non deve diventare l’unico giudice di quello che sto facendo.

Adesso ritorna anche la palestra

Il prossimo passaggio è già deciso: torno in palestra.

Ho già fatto il certificato medico e mi sono già informato, quindi con la ripresa del lavoro riprenderò anche l’allenamento con i pesi. Anche qui, però, non voglio commettere l’errore di comportarmi come facevo anni fa, quando potevo arrivare ad allenarmi cinque o sei giorni alla settimana.

Probabilmente partirò con tre allenamenti, poi vedrò come reagisce il mio corpo.

Per la mia esperienza personale, la sala pesi è sempre stata una parte fondamentale del cambiamento. Le camminate rimangono importantissime, mi aiutano a muovermi, a consumare calorie e a migliorare la parte cardiovascolare, ma con tanti chili da perdere voglio anche preservare e, nel tempo, ricostruire massa muscolare.

Non voglio semplicemente diventare una versione più leggera di me stesso, voglio cercare di costruire nuovamente un corpo più forte, compatibilmente con la mia età e senza quella mentalità estremista che potevo avere molti anni fa.

Un mese senza veri “sgarri”, ma senza viverla come una punizione

Anche l’alimentazione, per ora, continua a funzionare bene. Gli alimenti sono più o meno quelli delle settimane precedenti: uova, carne bianca, pollo, tonno, riso, patate, gallette e ogni tanto un po’ di pasta.

In un mese non posso dire di aver fatto veri e propri sgarri. Sono stato fuori a mangiare, ma una volta ho scelto praticamente del pollo, in un’altra occasione in Svizzera ho preso un’insalata e una Coca-Cola Zero. Non mi sono privato della vita sociale, semplicemente in questo momento non sento il bisogno di trasformare ogni uscita in un pasto completamente fuori controllo.

È passato persino più di un mese dall’ultima pizza, cosa che per me non è proprio irrilevante.

La cosa importante è che non mi pesa. Non sto passando le giornate pensando a quello che non posso mangiare, perché in questo momento il risultato che voglio ottenere vale molto di più di una pizza o di qualsiasi altra cosa. Sicuramente arriverà anche il momento in cui mi concederò qualcosa in più, magari un sushi che inizia effettivamente a mancarmi, ma non sento alcuna necessità di programmare lo sgarro solo perché “bisogna farlo”.

La lezione più importante di questo primo mese

Se devo portarmi dietro una cosa da questi primi trenta giorni, non sono nemmeno i sette chili.

È quello che è successo durante lo stallo.

Per qualche giorno mi sono ritrovato davanti alla possibilità di fare quello che facciamo spesso quando qualcosa smette di funzionare: spingere ancora di più. Mangiare ancora meno, camminare ancora di più, aumentare ulteriormente gli allenamenti.

Invece ho fatto il contrario.

Mi sono fermato, ho ragionato, ho provato a ridurre il carico e il corpo ha risposto.

Ed è probabilmente questa la differenza più grande tra il percorso che ho fatto a 35 anni e quello che sto facendo oggi. Allora potevo permettermi di andare molto più facilmente “a tutta”, oggi devo utilizzare maggiormente la testa.

Questo percorso continuerò a raccontarlo così, senza fingere che tutto vada sempre perfettamente e senza trasformarmi in qualcuno che vuole insegnare agli altri come devono dimagrire. Sto raccontando quello che faccio io, quello che funziona e anche quello che non funziona, perché credo che proprio nei momenti in cui qualcosa si blocca ci siano le lezioni più interessanti.

Se qualcuno decide di intraprendere un percorso simile in autonomia, il mio consiglio rimane soprattutto quello di non pensare che meno si mangia e più ci si allena, migliori saranno necessariamente i risultati. Il corpo va ascoltato, bisogna procedere con criterio e, soprattutto in presenza di problemi di salute o situazioni particolari, affidarsi a professionisti è sempre la scelta più sensata.

Io intanto continuo.

105,7 kg alla partenza, 98,7 kg dopo un mese: 7 kg in meno.

Sono soddisfatto, sono di nuovo molto carico e soprattutto ho la sensazione di aver imparato qualcosa che mi servirà per tutto il resto del percorso.

Non so se il prossimo aggiornamento arriverà tra due settimane o tra tre, perché non voglio pubblicare qualcosa semplicemente per rispettare una scadenza. Voglio avere dei cambiamenti reali da raccontare, nuove difficoltà da affrontare o risultati che valga davvero la pena condividere.

Perché questa volta il mio obiettivo non è fare una dieta di qualche mese, voglio cambiare davvero, capire il mio corpo e trovare un equilibrio che possa durare nel tempo. La strada è ancora lunga, ma questo primo mese mi ha dato la conferma che sto andando nella direzione giusta.

Se vuoi vedere tutto quello che ti ho raccontato in questo articolo, qui sotto trovi il video completo del terzo episodio del mio cambiamento fisico, con la pesata, le mie sensazioni dopo questo primo mese e il racconto di quello stallo che per qualche giorno mi ha fatto davvero mettere in discussione quello che stavo facendo.

Buona visione e, come sempre…

Stay Wild.