Da 105,7 a 101,4 kg in due settimane: come ho iniziato il mio nuovo percorso

Quando ho deciso di rimettermi in forma, non sono partito cercando qualcosa di completamente nuovo, ho preferito riprendere, almeno nelle linee generali, lo stesso approccio con cui avevo iniziato la mia trasformazione a 35 anni, quando ero riuscito a perdere 38 kg e, successivamente, a trasformare completamente il mio fisico.

Questa volta sono partito da 105,7 kg. Dopo circa due settimane la bilancia segnava 101,4 kg, quindi una perdita di 4,3 kg. Non ho fatto niente di particolarmente complicato: non ho seguito una dieta perfetta, non ho pesato ogni singolo alimento e non voglio nemmeno presentare quello che ho fatto come un metodo valido per tutti. Sto semplicemente raccontando quello che ho fatto io e come ha reagito il mio corpo in questa prima fase.

La prima cosa che ho fatto: eliminare quello che sapevo mi stava facendo male

La prima decisione è stata molto semplice: eliminare gli alcolici e le bevande zuccherate. Nei primi quattro giorni, tra l’altro, faceva veramente troppo caldo e non ho fatto praticamente nessuna attività fisica, mi sono concentrato soprattutto sull’alimentazione e sul rimettere un po’ di ordine nelle mie abitudini.

Non ho pesato il cibo con la bilancia, ho semplicemente iniziato a guardare meglio le etichette e a fare, più o meno, i conti a mente di quante calorie stessi assumendo durante la giornata. In base ai miei calcoli personali sapevo che, senza fare particolare attività fisica, il mio consumo giornaliero era più o meno intorno alle 1.800-1.900 calorie, in quella prima fase cercavo quindi di stare, indicativamente, sulle 1.400-1.500 calorie al giorno.

Non mi interessava avere una precisione assoluta, mi interessava soprattutto sapere, a grandi linee, quanto stavo mangiando e cercare di creare un deficit senza trasformare ogni pasto in un calcolo matematico.

Cosa mangiavo in quelle prime settimane

Anche l’alimentazione era abbastanza semplice, come fonti proteiche utilizzavo soprattutto uova, tonno, fiocchi di latte, formaggi light e molta carne bianca, ogni tanto mangiavo anche carne rossa e, quando ne avevo voglia, qualcosa come un po’ di pecorino oppure del prosciutto crudo.

Questo perché, fin dall’inizio, non volevo impostare una dieta perfetta al 100%, volevo mangiare meglio e stare attento alle quantità, ma senza avere la sensazione di essere continuamente a dieta.

La verdura era molto presente, mentre come carboidrati preferivo soprattutto riso e patate, utilizzavo, e utilizzo ancora, parecchie gallette di mais, soprattutto perché sono comode e semplici da gestire. Con il caldo mi preparavo spesso anche dei risi freddi, soprattutto quando dovevo portarli al lavoro: sono pratici, si preparano facilmente e per me sono diventati un pasto molto comodo da organizzare.

Cercavo anche di stare attento ai condimenti, soprattutto nelle insalate, perché sono proprio quelle cose che sembrano insignificanti ma che possono far salire parecchio le calorie senza quasi rendersene conto.

In quelle prime due settimane non ho fatto nessuno sgarro, ma non perché me lo fossi imposto come una regola assoluta, semplicemente non ne sentivo proprio la necessità. Ero motivato, stavo bene e non avevo quella sensazione di privazione che spesso porta poi a voler mangiare qualsiasi cosa.

Dopo quattro giorni ho iniziato a camminare

Passati i primi quattro giorni, ho iniziato ad aggiungere il movimento. All’inizio, visto che lavoravo, facevo una sessione di camminata veloce al giorno, poi, quando sono andato in ferie e avevo più tempo a disposizione, sono arrivato anche a fare due sessioni nella stessa giornata.

Non ho iniziato correndo e non sono andato subito in palestra, ho semplicemente iniziato a camminare, cercando però di farlo con un passo sostenuto. Non era la classica passeggiata tranquilla: volevo muovermi davvero e sentire che stavo facendo attività fisica, ed è stata probabilmente una delle cose che mi ha colpito di più in quelle prime settimane.

Prima di iniziare ero diventato veramente pigro e anche solo decidere di fare qualcosa mi pesava, per fare le scale quasi dovevo convincermi. Dopo pochi giorni, invece, è successo praticamente il contrario: non vedevo l’ora di andare a fare la mia camminata. Sentivo proprio il bisogno di muovermi, come se qualcosa dentro di me si fosse nuovamente risvegliato.

Senza programmarlo, ho iniziato anche un digiuno 16:8

C’è poi un’altra cosa che faccio, ma che in realtà non avevo programmato come una vera strategia: io normalmente non faccio colazione, al mattino bevo soltanto un caffè amaro e il primo vero pasto della giornata è il pranzo.

Considerando l’orario della cena della sera precedente, finisco quindi naturalmente per trascorrere circa 16 ore senza mangiare, concentrando i pasti nelle successive otto ore. Di fatto è una forma di digiuno intermittente 16:8, ma nel mio caso è venuto fuori semplicemente dalle mie abitudini.

Quando posso, soprattutto nei giorni in cui lavoro nel turno pomeridiano, bevo il mio caffè al mattino e poi vado a fare la camminata prima di pranzare, è una cosa che avevo già fatto nel mio precedente percorso e che personalmente non mi crea problemi.

Questo però è uno di quei punti sui quali voglio essere molto chiaro: non significa che debba andare bene per tutti. Caffè a stomaco vuoto, digiuno e attività fisica possono essere tollerati in maniera completamente diversa da persona a persona, io sto semplicemente raccontando quello che faccio e come reagisco personalmente.

Da 105,7 a 101,4 kg

Dopo circa due settimane sono passato da 105,7 kg a 101,4 kg, quindi, in questa prima fase, avevo perso 4,3 kg.

Naturalmente so bene che all’inizio di un percorso il peso può scendere più velocemente anche per variazioni di liquidi e altri fattori, non considero quindi quei 4,3 kg come se fossero automaticamente 4,3 kg di grasso perso. Quello che mi interessava era vedere una risposta, e la risposta c’è stata, ma, ancora più importante del numero sulla bilancia, è stato vedere come stavo iniziando a sentirmi.

Nel video qui sotto racconto nel dettaglio le mie prime due settimane di percorso, cosa ho cambiato e come sono passato da 105,7 a 101,4 kg.

La cosa più importante non era il peso

Quando sono partito, ero arrivato a una situazione nella quale il movimento era diventato qualcosa che tendevo continuamente a rimandare. Nel giro di pochi giorni è successo l’opposto: cominciavo ad avere voglia di uscire, avevo voglia di fare la mia camminata veloce e sentivo che muovermi mi faceva stare meglio.

E questa, forse, è stata la cosa più importante di tutte, la bilancia mi diceva che stavo perdendo peso, ma io iniziavo soprattutto a sentire che stava cambiando nuovamente qualcosa nella mia testa e nelle mie abitudini.

Quello è stato probabilmente il segnale che mi ha fatto capire che questa volta ero veramente ripartito.

Non sto cercando una trasformazione veloce

Queste prime due settimane sono soltanto l’inizio, So già, anche grazie alla trasformazione che avevo fatto a 35 anni, che non sarà sempre così semplice e che il peso non continuerà necessariamente a scendere allo stesso ritmo.

Ci saranno momenti di stallo, periodi migliori e periodi peggiori e probabilmente situazioni nelle quali dovrò cambiare qualcosa. Questa volta, inoltre, ho 49 anni e voglio osservare bene come reagisce il mio corpo, senza pretendere che funzioni esattamente come quattordici anni fa.

L’obiettivo non è trovare la dieta perfetta o il metodo miracoloso, l’obiettivo è ricostruire delle abitudini che possa mantenere nel tempo.

E dopo queste prime due settimane posso dire che qualcosa aveva già cominciato a cambiare.