Quando ripenso a come sono arrivato a lavorare in Svizzera da frontaliere, mi rendo conto che la mia storia è un po’ particolare. Non voglio raccontarla come se fosse una strada identica per tutti, perché non lo è, nel mio caso tante cose si sono incastrate nel verso giusto e sicuramente sono stato anche fortunato, soprattutto all’inizio, perché avere un appoggio vicino al confine mi ha facilitato parecchio il percorso.
Questo però non significa che senza quella fortuna non si possa fare. Oggi, dopo più di un anno vissuto in questa realtà e lavorando come frontaliere, ho capito molto meglio come funziona tutto il percorso: come cercare lavoro, come organizzarsi prima del trasferimento, dove appoggiarsi, come muoversi con le candidature e come gestire il passaggio da una vita all’altra. Se dovessi rifarlo oggi, saprei come muovermi anche senza avere già una casa pronta o qualcuno che mi aspetta dall’altra parte.
Per circa un anno avevo iniziato a pensare sempre più spesso a quanto sarebbe stato bello provare a lavorare in Svizzera, mi attirava l’idea di cambiare aria, di provare qualcosa di nuovo e, naturalmente, anche la possibilità di avere uno stipendio più dignitoso rispetto a quello che vedevo attorno a me. Era ancora più un pensiero che un vero progetto, una di quelle cose che continui a ripeterti nella testa senza sapere esattamente se e quando riuscirai davvero a farle.
Tutto è partito quasi per caso da una live
All’epoca ero già attivo come content creator e facevo spesso delle live su TikTok, durante una di queste live parlai proprio di questa mia idea: provare a trasferirmi vicino al confine e cercare lavoro in Svizzera.
Tra le persone che mi seguivano c’era quella che oggi è la mia compagna, sentendo quello che stavo raccontando, mi disse una cosa molto semplice: lei viveva già vicino al confine e aveva a disposizione un secondo appartamento che non utilizzava, mi propose quindi di venire lì, metterci d’accordo sulle spese e usare quell’appartamento come base mentre provavo a cercare lavoro.
Da quella live, in pratica, è partito tutto, ci siamo sentiti, abbiamo parlato meglio della cosa e abbiamo deciso che poteva avere senso provarci.
La prima volta sono arrivato con il camper
All’epoca avevo ancora il camper e la prima volta sono salito proprio con quello, volevo vedere la zona, capire come fosse vivere vicino alla Svizzera, farmi un giro e rendermi conto concretamente di dove stavo pensando di trasferirmi.
Quella visita è stata importante anche per un altro motivo, io e quella persona che fino a quel momento conoscevo soprattutto attraverso le live e le conversazioni online abbiamo avuto modo di conoscerci davvero dal vivo, ci siamo trovati bene, il rapporto è cresciuto e successivamente siamo diventati compagni.
Ma in quel momento io avevo comunque davanti una cosa molto concreta da fare: trovare lavoro.
Ho preparato CV e candidature nel modo giusto
Una volta deciso che avrei provato seriamente, ho iniziato a mandare candidature, ho preparato il curriculum e la lettera di presentazione cercando di adattarli al mercato svizzero e ho iniziato a candidarmi presso diverse aziende.
Nel mio caso avevo un vantaggio importante: arrivavo da molti anni di esperienza nel settore metalmeccanico e lavoravo come fresatore CNC. È una professione tecnica, specializzata e abbastanza ricercata, questo, probabilmente, ha fatto una differenza enorme.
Nel giro di circa un mese, un mese e mezzo, sono iniziate ad arrivare le prime risposte, e non da una sola azienda. Ho avuto contatti e possibilità di colloquio con diverse realtà, fino ad arrivare all’azienda nella quale lavoro ancora oggi.
A 48 anni ho trovato lavoro in Svizzera
Questa è forse la parte che ancora oggi mi colpisce di più. Avevo 48 anni e, nonostante l’età, nel giro di relativamente poco tempo sono riuscito a trovare lavoro in Svizzera.
Non perché avessi qualche formula segreta, è stata una combinazione di fattori: esperienza, professione, curriculum fatto bene, disponibilità a spostarmi e, sicuramente, anche una situazione iniziale che mi ha favorito.
Ed è proprio qui che voglio fare una precisazione importante, il fatto che io abbia avuto un appoggio vicino al confine non significa che sia l’unico modo per riuscirci, quello ha semplicemente reso più semplice il mio primo approccio.
Oggi, conoscendo meglio il territorio e avendo visto come si muovono molte persone che cercano lavoro in Svizzera, so che esistono diversi modi per organizzarsi: si può cercare lavoro da dove si vive, valutare spostamenti temporanei, trovare una sistemazione provvisoria, organizzare i colloqui e trasferirsi solo quando la situazione diventa concreta.
La prima volta io non sapevo praticamente nulla di tutto questo, oggi sì.
A un certo punto ho dovuto scegliere davvero
Fino a quel momento era stato relativamente semplice parlare di cambiamento, il momento vero è arrivato quando ho dovuto decidere se farlo davvero.
Significava allontanarmi dalle miei figlie e dai miei genitori, abbandonare il mio vecchio lavoro, lasciare l’Emilia-Romagna e il mio Appennino Modenese e trasferirmi dall’altra parte, a quel punto non era più un progetto raccontato durante una live, era una scelta vera.
Mi sono licenziato, ho lasciato quello che conoscevo e mi sono trasferito vicino al confine per iniziare questa nuova avventura da frontaliere, ed è lì che, per me, è iniziata una vera rinascita.
La fortuna può aiutarti, ma devi sapere come muoverti
Nel mio caso la fortuna ha sicuramente reso il primo passo più semplice, sarebbe sbagliato negarlo. Ho avuto un appoggio, ho incontrato la persona giusta in un momento particolare della mia vita e facevo già una professione richiesta, ma oggi non penso più che quello fosse l’unico modo per riuscirci.
Con l’esperienza che ho accumulato, se domani dovessi ripartire da zero, saprei come organizzarmi anche senza avere già un appartamento vicino al confine. Saprei dove cercare, come prepararmi, come candidarmi e soprattutto come evitare tanti errori che all’inizio non conoscevo nemmeno. Ed è questo il punto che secondo me conta davvero: la fortuna può facilitarti il percorso, ma la conoscenza ti permette di costruirtelo.
La prima volta molte cose mi sono venute incontro, oggi invece, saprei andare io incontro alle opportunità.
Questo è stato il mio nuovo inizio
Quando sono arrivato qui non sapevo esattamente come sarebbero andate le cose, sapevo soltanto che volevo provarci. A 48 anni ho cambiato zona, lavoro, abitudini e, in pratica, una parte importante della mia vita, ed è per questo che considero quel periodo una vera rinascita.
Non perché tutto sia diventato improvvisamente perfetto, ma perché dopo anni in cui molte cose sembravano già scritte, ho capito che si poteva ancora cambiare direzione.
E forse è proprio questo il messaggio più importante che mi porto dietro da quella scelta: non è detto che il tuo cambiamento assomigli al mio, e non è detto che vada tutto liscio, ma non bisogna nemmeno pensare che serva per forza una situazione perfetta per provarci. Io sono stato facilitato all’inizio, oggi, però, so che si può costruire un percorso anche partendo da condizioni molto diverse.
Nel video qui sotto racconto proprio questa storia: come è nata l’idea, come sono arrivato vicino al confine e come, a 48 anni, ho iniziato la mia nuova vita da frontaliere in Svizzera.

